Silvia Moroni, alumna UNISG, green influencer e autrice di Parla Sostenibile

Come è nata la tua vocazione alla comunicazione e come hai scelto l’UNISG?
Vengo dal mondo della parola, del racconto e per me la comunicazione è una azione innata.
La mia è stata una formazione prettamente umanistica: dopo la laurea triennale a Firenze in Lettere Moderne e una magistrale in Italianistica e Scienze Linguistiche a Bologna, ho cercato un Master che mi permettesse di mettere a frutto la mia vocazione di divulgatrice.
Paradossalmente ho scoperto l’Università di Scienze Gastronomiche mentre mi trovavo all’estero, durante un programma Erasmus a Londra. Alcune ragazze incontrate in questo soggiorno mi dissero: “Devi parlare di cibo, vista la tua passione per i mercati contadini e le produzioni locali”. E mi suggerirono di cercare su internet l’UNISG. Così ho fatto e mi si è aperto un mondo!
L’Università di Pollenzo era il luogo giusto: sono stata ammessa al Master in World Food Culture and Mobilities, coordinato dal professor Cinotto, che mi ha fornito una visione a 360° e ne sono stata contenta.
Dopo aver concluso il Master come hai messo a frutto le conoscenze e competenze acquisite e come hai utilizzato il network UNISG degli alumni?
In primo luogo ho stressato nel vero senso della parola il Career Centre dell’UNISG, valutando tutte le proposte, opportunità e i contatti.
Uno degli obiettivi è stato quello di conoscer persone, storie e creare connessioni.
Non avevo un piano predefinito, ma la mia passione era la divulgazione della sostenibilità alimentare, comunicare il cibo, il tutto attraverso storie di vita vera.
All’inizio ho voluto approfondire il tema della sostenibilità e mi sono attivata per trovare un lavoro in questo ambito, orbitando nella galassia di Pollenzo. Nei primi tempi ho lavorato da Eataly, quindi nel campo dell’organizzazione di eventi, e a poco a poco ho costruito il mio network. Se ce l’ho fatta, significa che le opportunità c’erano, ed io le ho colte!

Come è nato PARLA SOSTENIBILE?
Parla Sostenibile nasce nel periodo del Covid: è stato un momento di svolta, per me, pur essendo un momento di difficoltà.
In piena pandemia, nel luogo in cui avevo appena iniziato a lavorare, in una tenuta agrituristica in cui mi occupavo di educazione e comunicazione, entro in cassa integrazione, come è successo in molte altre realtà aziendali in quel periodo.
E qui ho iniziato a creare quello su cui stavo riflettendo da tempo: ho aperto il profilo Instagram per parlare del mondo del cibo secondo un mio approccio e stile.
La mia community a poco a poco è cresciuta e chiedeva che trattassi la sostenibilità a tutto tondo: non solo come nutrirsi, ma anche come comportarsi in modo sostenibile.
Ho scelto di chiamarmi PARLA SOSTENIBILE dopo un intenso lavoro di branding e ricerca, affinchè potesse funzionare e avere un ampio respiro.
Il mio obiettivo è quello di allargare il campo e portare il lessico della sostenibilità dall’alimentare ai vari stili di vita. In una parola, ho scelto di fare ‘Edutainment’, educare divertendo. Questo ha avuto successo e mi ha permesso di distinguermi dagli altri: la mia modalità è piaciuta, essere chiara e informata, ma anche dire le cose in maniera leggera.
Oggi i miei followers sono per l’85% donne, di età compresa tra 18-40 anni.
Quali sono ora i tuoi progetti? Su cosa stai lavorando?
Sto continuando a studiare e frequento un Master all’Università di Pisa in sviluppo sostenibile e cambiamento climatico: per me la formazione è una life long learning e voglio continuare ad imparare.
Ma la notizia freschissima è la pubblicazione del mio primo libro, per i tipi di Slow Food Editore, che esce in libreria il 10 maggio.
L’idea è nata da Slow Food, mi hanno contattata e proposto di pubblicare con loro.
È stata una esperienza entusiasmante: subito temevo di avere poca pazienza per mettere su carta tutte le cose che avevo da dire, in realtà è andato tutto liscio, perché mi sono resa conto di avere necessità di scrivere le tante informazioni che produco ed elaboro. È ovviamente un lavoro diverso dalla creazione dei video e dei post sul IG. Ne sono soddisfatta perché credo di essere riuscita a mettere ironia e frizzantezza in questo libro, con molte immagini, grafici, parole chiave.
Soprattutto ci tengo a dire che è un libro accessibile a tutti e di facile lettura.
Come ti senti nel raccontare tematiche impegnative: hai mai temuto di ricevere delle critiche dalla comunità scientifica?
Forse all’inizio, ma in realtà ho imparato come comunicare al meglio, ho una modalità che evita e previene le critiche.
Quando parlo di cose scientifiche, o le metto in una metafora della quotidianità, oppure astraggo una piccola parte e parlo solo di quello. Sui social parlo di un argomento alla volta, una piccola pillola.
Non sono un attivista, ma voglio comunicare temi ambientali, ho sempre cercato di mantenere un profilo divulgativo e informativo.

Tra i corsi e i docenti che hai avuto a Pollenzo chi ti ha influenzato maggiormente?
Conservo ancora una cartella UNISG che contiene tutto il materiale del Master e appunti sui corsi che mi avevano particolarmente interessato: uno di questi è il corso del prof. Colin Sage sul cambiamento climatico e sostenibilità alimentare, le cui dispense ho usato moltissimo!
Oggi Silvia Moroni alias PARLA SOSTENIBILE come definisce il suo lavoro?
Attualmente sono una libera professionista nel settore della comunicazione: faccio parte di una agenzia di talent sul tema green che rappresenta content creator specializzati sulla sostenibilità.
Talvolta ho alcune collaborazioni con le scuole dove ho fatto formazione sulla sostenibilità in classi della primaria.
Da poco, e ne sono orgogliosa, sono diventata brand ambassador per la Commissione Europea nell’ambito della strategia del tessile sostenibile e circolare. Sto infatti lavorando ad una campagna per sensibilizzare i cittadini italiani ed europei sulla moda sostenibile.
