Anthony Genovese de Il Pagliaccio di Roma alle Tavole Accademiche di Pollenzo


Nato in Francia da genitori calabresi, Anthony Genovese, classe 1968, incorpora nella sua cucina le origini familiari, la cultura gastronomica francese in cui si è formato, gli accenti culinari assorbiti nelle sue esperienze e soggiorni internazionali: Inghilterra, Giappone, Thailandia e Malesia.

Dopo aver frequentato l’Ecole Hoteliére de Nice, inizia a farsi le ossa in alcuni ristoranti stellati francesi tra Monaco, Marsiglia e Nizza: il legame con le sue radici italiane, però, lo porta nel nostro paese per fare esperienze presso la prestigiosa Enoteca Pinchiorri di Firenze.

Ma Anthony non si ferma ancora: è affascinato, come molti giovani chef della sua generazione, dall’Oriente, dalla sua cultura e dai suoi sapori.

Eccolo dunque in Giappone, Thailandia, Malesia, per poi nuovamente planare in Italia. Il suo è un approdo notevole: al ristorante Rossellinis (dove conquista una stella) dell’Hotel Palazzo Sasso, a Ravello.

Nel 2003 è giunto il momento, per lui e la sua partner Marion Lichtle, di aprire un locale proprio, e il luogo prescelto è il centro storico di Roma.

Nasce così Il Pagliaccio, il cui nome è ispirato ad un quadro della madre di Anthony e al suo stile culinario sorprendente e creativo, legato alle atmosfere dei viaggi vissuti.

Il Pagliaccio conquista le due stelle, diventando uno dei ristoranti più apprezzati della capitale e nel 2015 entra a far parte della prestigiosa associazione Relais & Chateaux.

Anthony Genovese è autore di una cucina che esprime la sua storia: indubbia è l’influenza del tocco asiatico, che da sempre lo affascina, ma c’è una componente italiana fortissima, che affonda nell’impronta culturale e affettiva della sua famiglia.

A Pollenzo avremo modo di sperimentare alcuni dei suoi piatti. Ecco il suo menù: si inizia con crema di ceci, burrata e erbe di campo, quindi mezze maniche, ragù di salsiccia, ricotta salata e spinaci, seguita da merluzzo, crema di zucchine, fiori e mandorle e infine dolce al formaggio. Il giorno seguente ci saranno moscardini, cannellini e cipolla, poi farfalle, fagiolini e patate, pesto di basilico, quindi vitello, melanzane e bulgur,e per chiudere si replica con dolce al formaggio.


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