Arrivano alle Tavole Accademiche The Edible Commandments

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Si sono battezzati The Edible Commandments, i Comandamenti Commestibili: vengono da Italia, Olanda, Norvegia, Svizzera, Israele, Brasile, Colombia, Guatemala e Stati Uniti e sono studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche accomunati dalla passione per la gastronomia (e ci mancherebbe altro, visto il luogo dove studiano!) e per la cucina.

La cultura del cibo è al centro dei loro interessi, così come il cibo in tutte le sue forme e espressioni. Provenienti da vari paesi e continenti e quindi da diverse culture gastronomiche, credono e praticano una cucina che utilizza prodotti del loro orto, che educa e favorisce un’esperienza per i sensi.

Il loro gruppo è nato nel 2014 da una cena chiamata “The Twelve Edible Commandments”: da questa amicizia, l’idea di proporre dei momenti conviviali che rappresentino la loro diversità culturale e al tempo stesso la loro comunione di intenti scaturita dalla condivisione della vita pollentina.

Animati da questo spirito, The Edible Commandments sono gli chef della settimana alle Tavole Accademiche, con un menù ricco e rappresentativo di suggestioni e sapori.

Eccoli: Milo Buur, 25 anni e Julia Crijnen, 26 anni da Amsterdam (Olanda), Laura Wuethrich, 24 anni da Zurigo (Svizzera), Sebastian Burgos, 21 anni da  Bogotá e Andres Jara, 26 anni da Cartagena (Colombia), Jonas Zackrisson Torp, 25 anni da Oslo (Norvegia), Matheus Sborgia, 26 anni da São Simão (Brasile), Yoni Nimrod, 30 anni daTel Aviv (Israele), Riccardo Liopi, 24 anni da Milano (Italia), Tyler Hanse, 22 anni da Philadelphia (USA), Stephan Sundfeld, 26anni da Guatemala City (Guatemala).

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Ed ecco il loro menù: 

Martedì si parte con il Medioriente: Falafel, saporito cibo di strada a base di polpettine di ceci fritte servite con humus all’interno del pane pita e guarnite di verdure e salse; quindi insalata israeliana di cous cous e verdure per continuare con la tradizione norvegese con la Karbonader, specie di hamburger di vitello accompagnati da insalata di patate, cipolle caramellate sottaceti , senape. Si rimane al Nord con la zuppa di cozze, insaporita da trito cipolle, carote, sedano, finocchio, spezie e vino bianco. Per chiudere, mousse di fiori di sambuco.

Mercoledì si prosegue con lasagna vegetariana, seguita da bagel guarnito con omelette e formaggio, quindi dall’olandese Andijvie Stampot, a base di patate, indivia, carne suina tritata, burro e da una quiche di prodotti selvatici e naturali raccolti in giornata. Si chiude con crostata al limone.

Il giovedì è il turno di un grande classico, la Caesar Salad, seguita da uno speciale sandwich del Vietnam, il Banh Mi, a base di prosciutto, verdure fermentate, patè, maionese, salse e spezie.

Tocca poi a riso, fagioli e Carnitas (vitello brasato), uno dei simboli della cucina messicana e latinoamericana in senso ampio, e Arepas, tradizionale pane colombiano a base di mais ripieno di formaggio e verdure, per chiudere con una torta Mille Foglie particolare, con erbe spontanee acidule.

Il venerdì si chiude con il Roti, piatto originario del Suriname modificato sul gusto olandese: uno stufato di verdure con uova bollite e sottaceti accompagnato da pane piatto.

Quindi Dumpling Soup, brodo di pollo, verdure e dumpling, seguita da Drowned Burrito, versione rivisitata del burrito messicano con una salsa verde, formaggio gratinato e panna acida, e insalata di fagioli. E per chiudere un dessert ibrido: polenta e gianduja, un budino di polenta con mousse al gianduja e nocciole.

Ogni giorno tutti i piatti vengono accompagnati da verdure lesse, insalata e patate arrosto.