Ci sono notizie che non si vorrebbero mai ricevere, che si accolgono con stupore e incredulità. Oggi è scomparso l’amico Gianmaria Testa, cantautore che a partire dalle nostre colline ha conquistato i paesaggi sonori del mondo.
Gianmaria è stato un grande e affezionato amico di Slow Food e dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, partecipando alla sua vita accademica, associativa e affettiva. Gianmaria era parte integrante della nostra communitas in cui l’amicizia è tanto importante quanto il sapere scientifico.
Al centro della comunità di Pollenzo, la musica, il coro assumono un ruolo fondamentale, un suono che si libra libero sulle nostre colline quaresimali per diventare il Canto delle Uova, un rito dalle profonde e antiche tradizioni che la nostra Università ha portato ad essere un’innovazione ben riuscita per la post-modernità che viviamo. Gianmaria è stato attore importante di questo percorso coreutico di occupazione rituale delle nostre colline, insegnandoci il canto che nelle notti segnate dalla luna pasquale diventa popolare poesia.

Durante la sua lunga esperienza artistica, Gianmaria è stato autore di melodie e canzoni che hanno saputo amalgamare le sonorità moderne con quelle più tradizionali della terra di Langa, offrendo un originale e creativo contributo musicale, apprezzato in Italia e all’estero. Legato alla sua terra che non ha mai abbandonato e a cui ha dedicato molte canzoni anche in dialetto. Ha saputo dare voce agli ultimi: dal muratore che ha lavorato a costruire la casa degli altri e sognava una casa in collina, ai contadini della sua terra natia o arrivati qui “col passo lento, silenzioso, accorto dei seminatori di grano” fino ad arrivare ai migranti di oggi giunti su “una barca scura che ha perso il vento”.
Con Gianmaria scompare una nobile parte della nostra terra, se ne va un moderno cantastorie che ha conquistato il mondo con il suo canto libero impastato nella tradizione di Langa. La nostra comunità, parte di queste colline, perde l’amico che ci ha insegnato a cantare le pene e le gioie dell’anima lasciandoci più soli, senza parole ma con ancora nel cuore la sua musicale gioia di vivere.
Un forte abbraccio e la vicinanza di tutto l’Ateneo e di Slow Food vanno alla famiglia, in particolare alla moglie Paola con il figlio Nicola, e ai figli Luigi e Matteo, quest’ultimo uno dei nostri primi studenti del Master in Cucina Popolare Italiana.
Caro Gianmaria sono certo che questa terra che tu hai tanto amato ti sarà certamente lieve.
Piercarlo Grimaldi, Rettore