Destinazione Sudafrica per gli studenti UNISG

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La Repubblica Sudafricana è la nuova meta di un viaggio di studio per gli studenti dell’Università di Scienze Gastronomiche, ateneo nato e promosso nel 2004 dall’associazione internazionale Slow Food.

L’Università di Scienze Gastronomiche forma la figura del gastronomo, che possiede conoscenze e competenze nell’ambito dell’agroalimentare e può operare sia nel campo economico che nella comunicazione, indirizzando la produzione ed il consumo di cibo verso scelte corrette e utili. I nostri laureati sono occupati nel settore della produzione agroalimentare artigianale e industriale, nella piccola, media e grande distribuzione, così come nel settore turistico, nell’Ho.Re.Ca. e nell’educazione alimentare, oltre che in enti e organizzazioni non governative. L’unicità dei nostri corsi attrae studenti da ogni paese del mondo, interessati all’originale formula didattica, al progetto formativo che coniuga studio e pratica, scienza e sapere artigiano e contadino, oltre all’ormai fondamentale peculiarità dei viaggi didattici, che favoriscono l’incontro con chi realmente produce, con i territori di ogni regione del pianeta, con le storie e le culture tradizionali. Il nostro è un ateneo di dimensioni ridotte, ma ad alto tasso di biodiversità: diversità di vite, di esperienze, di opportunità, di provenienze, di incontri.

L’Università di Scienze Gastronomiche propone i seguenti corsi di studio: Laurea triennale in Scienze Gastronomiche, Laurea magistrale in Nuova Imprenditorialità Alimentare e Gestione Sostenibile del patrimonio gastronomico e turistico, quattro Master annuali post lauream in Food Culture and Communications (Food, Place, and Identity, Human Ecology and Sustainability, High-Quality Products, Representation, Meaning, and Media), l’Alto Apprendistato con diversi corsi per preparare le figure professionali più richieste dal settore alimentare (panettiere, pizzaiolo, mastro birraio, norcino, affinatore di formaggi e chi governa la sala di un ristorante), oltre ad un corso di Alta Cucina Domestica destinato ad un pubblico di appassionati.

Come già detto, parte dell’attività didattica è costituita da numerosi viaggi di studio in tutto il mondo. Nella fattispecie quello programmato in Sudafrica, dal 10 al 22 febbraio 2013, prevede una full immersion nel panorama agricolo e gastronomico del paese. I ragazzi visitano la Enaleni Farm, ad Hillcrest, tra Durban e Pietermaritzburg dove si allevano razze bovine, ovine, suine e avicole locali e dove sarà possibile assistere alla produzione di formaggio a latte crudo. Qui i ragazzi dell’UNISG incontrano i proprietari per parlare della pregiata pecora Zulu, presidio Slow Food e del suo allevamento praticato con rispetto al benessere animale. Il viaggio prosegue poi per Mtubatuba e quindi Pongola dove si tengono incontri con le comunità locali per conoscere il progetto degli orti locali insieme all’associazione Biowatch. In serata cena a base di prodotti tradizionali e pernottamento in famiglie del luogo. Successivamente il gruppo di studenti si sposta nella Killarney Valley a Cato Ridge, nella regione del KwaZulu-Natal, dove incontrano i referenti locali di Slow Food. All’insegna delle tradizioni ricche e variegate di quella che viene definita Rainbow Nation, la serata è dedicata alla cucina indiana, con piatti preparati secondo la tradizione di Durban (Lamb curry, chicken tikka, seafood curry and a vegetable biryani, accompanied by sambals and roti). Il giorno successivo il gruppo UNISG si trasferisce a Sedgefield, accolto da Colin J. Capon, responsabile dello Slow Food Convivium Sedgefield. La giornata è poi dedicata all’azienda Mastro Dario Real Italian Cold Meats, specializzata in produzione di salumi secondo la tradizione italiana, ma con selvaggina locale traditional (zebra, springbok, ostrich, wild boar). Si visiterà poi Wild Oats Market, farmer’s market locale, la Honey Child dove si produce miele e la Red Barn specializzata nella produzione di noce di macadamia.

Ci sarà tempo anche per conoscere l’interessante produzione vinicola sudafricana, con una tappa alla cantina biodinamica Waterkloof winery, in una suggestiva valle a Somerset West. La destinazione successiva è quindi Cape Town, in primo luogo per incontrare i referenti Slow Food locali. Le giornate a Cape Town sono riservate a numerosi incontri: con l’organizzazione Surplus People Project, che si dedica alla causa della food sovereignety, small scale agriculture and pro poor agrarian reform, con l’associazione Masifundise per parlare di small scale fishing in South Africa e vedere uno short documentary about struggles faced by small-scale fisheries. Quindi gli studenti si recano presso la Hout Bay per incontrare i pescatori e pranzare con il pescato del giorno. Sempre in città si visiterà il Bo-Kaap neighbourhood, zona multietnica e molto vivace, insieme a Gamidah Jacobs, per conoscere la cucina malese attraverso una lezione di cucina e successiva cena. Il giorno dopo si parte per l’azienda vitiviniola Solms-Delta a Franschhoek, per conoscere la produzione enologica della zona, visitare la fattoria, gustare i vini e cucinare con lo chef Shaun Schoeman. Ci sarà tempo poi per visitare un’altra azienda, la cantina biodinamica Reyneke, prima di tornare a Cape Town. L’ultimo giorno, prima di rientrare in Italia, è dedicato alla visita della città e dei suoi panoramici dintorni.