Il mercato come archivio vivente della città: Gabriele Proglio racconta Porta Palazzo attraverso le memorie del cibo

Il mercato di Porta Palazzo, cuore pulsante e storico di Torino, è protagonista di una narrazione corale di nuovo volume di Gabriele Proglio, professore associato di Storia contemporanea presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

copertina Porta Palazzo Proglio

Porta Palazzo, Storia orale e sensoriale del mercato più grande d’Europa”, edito da Donzelli, racchiude oltre duecento interviste orali raccolte tra venditori, clienti, abitanti del quartiere e membri delle otto principali comunità diasporiche di Torino.

Il volume propone Porta Palazzo come un vero e proprio osservatorio privilegiato per comprendere le trasformazioni sociali, culturali e urbane della città dal 1835 a oggi. Nato in seguito all’epidemia di colera che colpì Torino nell’Ottocento, il mercato è stato fin dalle origini luogo di approdo delle migrazioni interne ed esterne, spazio di scambio transculturale e simbolo delle stratificazioni storiche che attraversano la città.

Il libro è strutturato in due sezioni. La prima ripercorre la storia del mercato, intrecciandola alle voci di chi lo anima quotidianamente: contadini, commercianti, ambulanti, facchini, montatori, volontari e associazioni impegnate nel recupero del cibo. Storie raccolte dal prof. Proglio e dagli studenti dell’Università di Pollenzo, che restituiscono un affresco vivido del lavoro, delle relazioni e delle trasformazioni di Porta Palazzo.

La seconda parte è dedicata alle memorie sensoriali delle comunità diasporiche, con un’attenzione particolare alle donne, protagoniste attive del progetto: ciascuna ha scelto autonomamente di intervistare persone della propria comunità, dando voce alle esperienze nella lingua d’origine – dai diversi dialetti arabi al wolof, dal rumeno all’albanese, dal tagalog allo spagnolo latino-americano, fino all’inglese pidgin. Il cibo e le pratiche alimentari diventano così dispositivi memoriali capaci di evocare immagini, odori, suoni, gusti ed emozioni, raccontando l’esperienza dell’essere in diaspora e la costruzione di appartenenze multiple.

A chiudere il volume, un’appendice di ricette emerse durante le interviste, ulteriore testimonianza di come il mercato sia uno spazio liminale in cui passato, presente e futuro si incontrano tra i banchi, dando forma a una città in continuo cambiamento.

Il libro di Gabriele Proglio è un viaggio sensoriale e umano nel mercato di Porta Palazzo: un racconto polifonico che intreccia storie individuali e linguaggi collettivi, restituendo il cibo come chiave per leggere le memorie, le migrazioni e le trasformazioni della Torino contemporanea.