L’UNISG è vincitrice di due PRIN (Progetto di Rilevante Interesse Nazionale) finanziati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

prin_unisg

È con soddisfazione che accogliamo e comunichiamo che per la prima volta nella sua giovane storia l’UNISG è risultata tra i vincitori di due progetti PRIN (Progetto di Rilevante Interesse Nazionale) finanziati dal Ministero dell‘Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Si tratta di due progetti attinenti diversi ambiti di ricerca contemplati nel nostro ateneo e realizzati in collaborazione con altre università italiane.

Il primo progetto è “Biodiversity and Ecosystem Services in Sacred Natural Sites” (BIOESSaNS), coordinato dall’Università di Bologna, insieme all’UNISG e due centri di ricerca del CNR.
Il progetto – che per l’UNISG è curato dal professor Andrea Pieroni – prevede una ricerca su tutto il territorio italiano per verificare l’influenza della presenza di trenta siti sacri (in particolar modo conventi) sulla biodiversità e sulle conoscenze etnobotaniche dei paesi limitrofi.

La parte di ricerca che sarà essere svolta dall’UNISG riguarderà la percezione del paesaggio vegetale e la valutazione delle conoscenze tradizionali relative alle piante spontanee e semi-domesticate in zone adiacenti e non, rispetto ai siti sacri prescelti.
Alla ricerca parteciperà anche il Laboratorio di Sociologia del professor Paolo Corvo, che si occuperà della valutazione delle percezione dell’oikos inteso in senso olistico, sia nei paesi situati in prossimità dei siti che in paesi non vicini.

Il secondo progetto, “Cucina Politica”, coordinato dall’Università di Bologna, dal nostro ateneo e dall’Università di Palermo, vede coinvolto in qualità di responsabile UNISG il prof. Nicola Perullo.
La ricerca, che integra competenze di storia, filosofia e semiotica, si propone di saggiare la cucina  come “arte sociale”, muovendosi sia sull’asse della cucina pubblica e professionale, in base al sempre più riconosciuto ruolo pubblico (e mediatico) del cuoco, che marca un passaggio dall’estetica come disimpegno all’etica della responsabilità, sia sull’asse della cucina privata e domestica, attraverso un recupero del gusto dell’ospitalità e del manipolare il cibo come modalità di espressione identitaria che viene, forse per la prima volta, parificata sul piano culturale ad altre occupazioni.

La cucina rivela così la sua natura politica in almeno due sensi che andranno approfonditi: come questione sul genere (storicamente, la cucina “alta” e professionale è maschile, la cucina “popolare” e domestica è femminile); più in generale, come questione sulla definizione di arte e sulla sua differenziazione dall’artigianato nella modernità occidentale.

I progetti PRIN costituiscono un importante fattore di valutazione e di riconoscimento dell’attività di ricerca degli atenei.