Archivio Tesi di Laurea Triennale Filosofia ed Estetica

DULCIS IN PRINCIPIO: Indagine scientifica, estetica e culturale del gusto dolce

La tesi affronta il tema del gusto dolce, proponendo un’indagine filosofica che si sviluppa, al tempo stesso, attraverso un approccio transdisciplinare, capace di esplorarne le dimensioni scientifiche, estetiche e culturali. Tradizionalmente relegato a mera conclusione conviviale, il dolce viene qui assunto non come epilogo, ma come incipit di una riflessione che mira a restituirgli una dignità teorica più ampia e a rivalutare un’esperienza troppo spesso semplificata, eppure profondamente intrecciata all’esistenza umana.

L’obiettivo dell’elaborato è proporre una rilettura del gusto dolce come fenomeno complesso, polisemico e stratificato, capace di veicolare significati molteplici: corporei, emotivi, artistici, simbolici e spirituali.

L’analisi si fonda su un’ampia selezione di fonti scientifiche, filosofiche e letterarie, integrate da casi studio e osservazioni personali. L’approccio adottato è olistico e relazionale, e intreccia discipline quali la chimica, le neuroscienze, l’antropologia, la storia dell’alimentazione, la filosofia, la semiotica e l’estetica. La metodologia comprende la consultazione di database accademici (EBSCO, JSTOR, Google Scholar), testi specialistici e contributi critici, con particolare attenzione al recente campo dell’estetica del gusto e alle teorie della simbolizzazione alimentare. L’elaborato si articola in tre capitoli. Il primo esamina le basi fisiologiche e neuropsicologiche della percezione del gusto dolce, illustrando il ruolo dei recettori gustativi (TAS1R2/TAS1R3, GLUT, SGLT1), i meccanismi neurofisiologici e le implicazioni emotive e relazionali connesse alla dolcezza. Viene messa in evidenza la compresenza e l’interdipendenza di fattori biologici e culturali nell’esperienza gustativa dolce. Da qui prende forma l’interrogativo filosofico: può l’esperienza dolce esaurirsi nella dimensione neurobiologica o esiste un’eccedenza sensibile e culturale?

Il secondo capitolo indaga il dolce come artefatto estetico, muovendosi sul confine tra dessert e opera d’arte. Si analizza l’evoluzione storica dello stesso, il suo rapporto con le arti figurative e il processo di estetizzazione, con un focus sulla pasticceria contemporanea e sul lavoro di Cédric Grolet, esponente di un’estetizzazione visiva che rischia, talvolta, di sovrapporsi all’esperienza gustativa, fagocitandola nella pura immagine.

Il terzo e ultimo capitolo esplora il valore simbolico e rituale del dolce, approfondendo il suo ruolo nelle festività popolari, nei riti di passaggio e nella costruzione dell’identità, con particolare attenzione alla pasticceria siciliana e conventuale. In queste pratiche, il dolce emerge come medium culturale, dispositivo rituale e strumento di espressione estetica, capace di articolare desiderio, memoria, spiritualità e appartenenza.

In conclusione, la tesi evidenzia come il gusto dolce possa essere interpretato non solo come esperienza sensoriale o piacere edonico, ma come un artefatto estetico e un medium simbolico, capace di articolare significati culturali, relazionali e spirituali. Superando una visione riduttiva, il dolce viene qui restituito alla riflessione filosofica come fenomeno complesso e teoricamente rilevante, in grado di stimolare nuove prospettive di ricerca e favorire un dialogo interdisciplinare nel campo delle scienze umane e dell’estetica del gusto.

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