Daniela Adamo, una delle primissime laureate UNISG, è tornata alle radici. Gestisce dopo un’esperienza importante l’azienda di famiglia Baglio Cappello a Portinico (PA), dove si produce olio e si insegnano le basi della cucina di qualità.
Daniela ci racconta: “Sono molto fortunata: a 30 anni ho cominciato a chiedermi cosa mi rendeva davvero felice. Avevo una vita frenetica, un buon lavoro a Milano dove mi occupavo di food & beverage di una catena importante come la Rinascente. Un ruolo di responsabilità che molti dei miei coetanei invidiavano. Eppure cercavo qualcos’altro”.

Daniela ha scelto infatti l’azienda di famiglia “Il suo cuore era altrove. A oltre mille chilometri dalla frenetica vita di Milano, a pochi minuti da Palermo si trova infatti l’azienda della mia famiglia, una tenuta di circa 10 ettari con 2000 piante di olivo alcune ultrasecolari (300 anni) e altre di nuovo impianto. E’ la terra di casa che stavo di cercando, su cui volevo davvero investire. Ma il cambiamento è stato difficile”
Il cambiamento è durato quasi due anni. “Ho dovuto letteralmente reimparare a vivere dove la campagna detta il ritmo. Improvvisamente il ciclo di produzione ha assunto un nuovo significato. Qui il lavoro segue l’alternarsi delle stagioni e non gli orari d’ufficio. Non ci sono più gli straordinari, dal bus sono passata al trattore e ho deciso di ripensare la struttura dell’azienda”.

Daniela continua: “Mio nonno diceva “Ai miei tempi si produceva di più”. Ma io voglio garantire una qualità di prodotto il maggiore possibile. Così l’azienda è in conversione al biologico, abbiamo studiato packaging più innovativi per mantenere al meglio l’olio. All’interno del baglio (struttura settcentesca al centro del podere) teniamo cooking class. Tramite il cibo io comunico la passione e la mia cultura. Rendiamo multifunzionale uno spazio votato da sempre all’agricoltura”.
Ci sono voluti ben due anni per completare il cambiamento: “Qui ci si scontra con una mentalità a volte ottusa non sempre pronta al cambiamento. Il proprietario del frantoio dove molisco non voleva accettare il mio ruolo: potevo essere al massimo “la fidanzata del proprietario”; in effetti una donna che gestisce l’azienda di famiglia è al quanto strano in terra di Sicilia. Ho dovuto ricominciare a studiare: questa volta nel campo con gli agricoltori per imparare i principi dell’agronomia. Ho fatto mio un know how che non mi apparteneva. Sono ripartita però dagli anni di UNISG, da una conoscenza che mi ha permesso di tornare a casa con idee buone per la mia Terra.
“E’ stata una sfida che ho vinto” conclude Daniela “Adesso posso dire di essere una contadina. E’ da qui che parto per spiegare tutto quello che c’è dietro di me”.