Approfondimenti

Natale, tradizioni e migrazione: il Gelindo

Cinque anni fa lavorai negli Stati Uniti ed in quell’occasioni venni in contatto e collaborai con una serie di associazioni di volontariato di italo-americani. In particolare, con l’Associazione Monferrini in America di Milwaukee si creò un contatto più solido e prolungato. Era l’inizio di quest’anno che il suo presidente, Robert Tanzilo, mi chiamò proponendomi una sfida: realizzare un volume l’intento di testimoniare e restituire anche ai monferrini d’oltreoceano un tratto fondamentale delle usanze natalizie di queste nostre terre sostanzialmente obliato con la migrazione ed il passare delle generazioni. Il libro sarebbe stato una strenna natalizia: un regalo, un oggetto speciale capace di raccontare del mondo al di là dell’Oceano, così rinsaldando le radici identitarie più profonde che legano il popolo migrante italiano con quella che affettivamente e fisicamente può essere vista come la terra delle origini.

Guardare al Piemone contemporaneo, però, si nota come il Natale abbia vissuto quella trasformazione culturale di ibridazione, trasformazione, e rinvenzione che ha portato la festa ad essere sempre più simile ad un modello da blockbuster americano, segnato da babbi natali, alberi decorati, caminetti e pacchi e pacchetti colorati. Poco resta della dimensione dominata da Gesù Bambino, presepi, tombole e torroni che scandivano ancora il panorama borghese di inizio secolo; nulla del mondo contadino. Cosa raccontare dunque di questo paesaggio?

La soluzione al quesito fu trovata guardando un tratto peculiare non tanto della festa di Natale, quanto dell’intero periodo natalizio piemontese: la commedia di Gelindo. La tradizione del Gelindo, infatti, si attesta nella regione già nel Settecento, diffondendosi dall’Alto Monferrato e da Asti al resto della regione. Nel corso dell’Ottocento e del Novecento è in particolare nel Sud-Est che si mantiene, si rinventa e continua al presente. Laddove nei paesi del Monferrato le rappresentazioni si susseguono senza sicura continuità, è ad Asti e soprattutto ad Alessandria che il Gelindo diviene presenza regolare, metronomo del tempo festivo del Natale. Più in generale, come commentano Piercarlo Grimaldi e Luciano Nattino, “la rappresentazione del Gelindo è parte di una tradizione che non ha esaurito la sua vitalità e la forza d’innervare il futuro di questo straordinario territorio collinare così come, nel contempo, nutre culture spazio-temporali lontane che nel pastore del teatro sacro natalizio ritrovano ragioni logiche e affettive che l’ oceano sembrava avere ingoiato nella sua memoria d’acqua.” (p. 10)

Il libro presenta e racconta questa tradizione, riproducendo il libretto alessandrino, commentandolo e raccontando come il Gelindo si sia fatto luese, fubinese, astigiano, torinese… Attraverso i contributi di tanti autori (hanno contribuito Piercarlo Grimaldi, Luciano Nattino. Franco Castelli, Gianpaolo Fassino, Fabio Prevignano, Luigi Visconti, Antonio Alessio, Fabio Bellinaso, Renato Balduzzi, Giacomo Balduzzi e Massimo Brusasco oltre che al curatore) si è quindi descritto un racconto del Gelindo a tutto tondo che tratteggia il profilo di un articolato paesaggio umano che si estende dalle Alpi all’Oltrepò. Un affresco di radici e folklore che si spiega in due, anzi tre lingue: inglese, italiano e piemontese.

Nato per parlare ai Monferrini, ai Piemontesi dei due mondi, il volume nel suo complessivo offre così un contributo per conoscere, assaporare, fare propria la realtà del Gelindo. Non vuole essere un testo esaustivo sulla storia, filologia, archeologia di questa tradizione, quanto un ’introduzione corale, un invito alla conoscenza, ad “immischiarsi” con passione in questo frammento di Piemonte, di Monferrato. È un invito a farsi quindi “terra e paese”, a dirla con Pavese, che parte dalla lettura di questo testo popolare in cui Padre Maurizio Roso, Ministro Provinciale dei Cappuccini, quasi trent’anni fa aveva visto un “invito al cammino: un cammino: non l’angoscia davanti all’ignoto ma l’affrontare il rischio e la gioia del cammino. È un cammino su vari livelli: verso la libertà, verso il vero essere se stessi, cammino verso i fratelli, annuncio di pace si fa già per strada.”

È con questo stesso spirito che questo lavoro si presenta e guarda al Natale che sta arrivando.
Il volume

  • Michele F. Fontefrancesco (a cura di), 2013, Gelindo: Una tradizione natalizia tra Alessandria e Monferrato * A Christmas Tradition between Alessandria and Monferrato. Lu: Associazione Culturale San Giacomo.

 

 

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