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Visit Expo: Italy & More

Orami tutti parlano di Expo. Ci siamo arrivati, con difficoltà, ambizioni, speranze. Vedremo come andrà, auspicando che anche dopo il 31 ottobre si continui a pensare e ad agire perché un cibo sano e di qualità sia un patrimonio di tutta l’umanità.

Nell’ambito delle attività del Laboratorio di sociologia di Unisg, abbiamo svolto un’interessante ricerca sulle aspettative dei turisti stranieri che visiteranno Expo, in collaborazione con Massimo Ferruzzi, direttore di JFC di Faenza, una delle società di marketing turistico di maggior prestigio e autorevolezza.  Per il commento dei dati mi sono avvalso della collaborazione degli allievi del primo anno della laurea magistrale Federico Dotta, Alice Terzolo, Pietro Vincenzi, Luigi Zoli, che hanno svolto un’esercitazione su questo tema.

Sono stati interpellati 303 Consolati, 196 Ambasciate, 79 Camere di Commercio italiane all’estero, 116 Istituti italiani di cultura all’estero, 416 Tour Operator stranieri. Sono state adottate due diverse tipologie di questionari, ottimizzati in base al referente contattato.

Expo ha come tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Dovrà inoltre rappresentare la tradizione italiana del cibo creando visibilità per il nostro paese attraverso la creatività, l’innovazione nel settore dell’alimentazione e le numerose eccellenze enogastronomiche.

Secondo i dati emersi dalla ricerca, Expo viene percepita dal 25,5% degli intervistati come un’opportunità commerciale e turistica per le altre zone d’Italia oltre alla Lombardia, dal 22,7% come grande importanza per i territori che si occupano di soggiorni turistici e di percorsi di culinary travel, dal 14,5% come un’occasione da sfruttare per quei territori che offrono eccellenze enogastronomiche e infine dal 12,9% come una tappa all’interno di un itinerario comprendente altre mete a scopo culturale, ad esempio Venezia, Roma e Firenze. Da questi dati si evince che nei Paesi presi in considerazione dall’indagine Expo è ritenuta principalmente un’ottima occasione per visitare e scoprire altre regioni d’Italia;  soltanto l’ 8,2% degli intervistati ritiene questo evento un’opportunità esclusiva per la città di Milano.

Cosa può rappresentare EXPO

Le percentuali sulla durata dei soggiorni in Italia, aventi come destinazione Expo, dimostrano come il 72,2% dei turisti preferisca un periodo medio-lungo, della durata da 3 a 7 notti, interessati principalmente a esperienze enogastronomiche tra cui gli enogastronomic travel, mentre solamente il 10,3% preferisce pernottamenti brevi della durata di 1-2 notti.

Una considerazione interessante riguarda il confronto tra i soggiorni riferiti ad Expo e quelli al  turismo enogastronomico. In entrambi si riscontra una preferenza da parte della maggior parte dei turisti verso un soggiorno di medio-lungo periodo; per quanto riguarda invece soggiorni più brevi (1-2 notti) i dati evidenziano come questa tipologia di visita riscontri una maggior frequenza per Expo. Questo dato può essere determinato da due tipologie di turisti: i visitatori, provenienti da Stati limitrofi e dal settore business, che si recano in Italia unicamente interessati all’evento Expo; i turisti provenienti da Paesi extraeuropei, che vanno ad Expo e poi si recano negli altri Paesi europei.

Visit Expo

Solamente il 33% del soggiorno viene dedicato all’Expo mentre il 67% verrà dedicato ad altri tipi di attività. Da questi risultati si può dedurre come l’Expo non rappresenti la principale motivazione che porta il turista a recarsi in Italia ma venga utilizzata come occasione per visitare il nostro Paese e quello che essa può offrire.

 

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Si possono analizzare le differenti attività che il turista svolgerà nei due/terzi del tempo a sua disposizione che trascorrerà fuori Expo. Ciò che emerge dalla ricerca conferma un particolare interesse verso l’enogastronomia e la cultura, che insieme ricoprono una percentuale oltre l’80%. Vi è quindi un ampio margine di manovra per le destinazioni a vocazione gastronomica e turistica, con particolare riferimento a quelle che si trovano più vicine a Milano e alla Lombardia. Ma è tutto il Paese ad avere una grande opportunità, visto che gastronomia e cultura rappresentano la grande ricchezza delle regioni italiane, da Nord, al Centro, al Sud.

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A conferma di queste tendenze, a parere degli intervistati i turisti ritengono opportuno ampliare il soggiorno verso quelle regioni più rappresentative del patrimonio culturale ed enogastronomico. Le quattro regioni valutate maggiormente interessanti sono la Toscana con una percentuale del 20,7%, regione di importanza rilevante per il  patrimonio artistico e ambientale, la ricchezza gastronomica, con le possibili visite a produttori e cantine. In seguito si trova la Lombardia con il 16,7%, regione ospitante l’Expo, seguita dal Lazio con il 15,7%, possibile meta per i visitatori del’Expo che coglieranno occasione del viaggio in Italia per recarsi a Roma. Infine troviamo il Veneto con l’11,1%, vicina alla Lombardia e con Venezia come attrattiva principe. Fin qui potremmo dire niente di nuovo, si tratta delle mete tradizionali del nostro Paese, ma nuovi sono i turisti che arriveranno nelle città d’arte, provenienti da località lontane.

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Andando nello specifico, più del 50% delle preferenze, in merito ai luoghi di interesse da parte dei visitatori di Expo, si rivolge verso le città come Venezia, Roma e Firenze, classiche mete del turismo di massa degli stranieri in Italia. Questo dato mette in luce come gran parte dei turisti non sia informato su alcuni luoghi e aree dove sono presenti numerose produzioni di eccellenze gastronomiche.

Si segnala comunque l’interesse dei turisti per località come Como e il Distretto dei Laghi, le Cinque Terre, Bergamo, Bologna, le Alpi. Occorre creare una maggiore sinergia tra i diversi contesti turistici, promuovendo il territorio in modo che siano riconoscibili prodotti e percorsi.  Va tenuto conto che i sei mesi della manifestazione saranno importanti ma ancor di più lo saranno gli anni successivi. Solo tra qualche anno sarà possibile verificare la reale portata di Expo per la crescita del turismo italiano.

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Il 50% circa degli intervistati ritiene che Expo conferirà una maggiore visibilità al paese a livello globale e che l’Italia potrà recuperare una buona credibilità a livello di immagine. Altre due risposte significative, che insieme raggiungono il 30%, sono quelle che sostengono che Expo sarà necessaria per creare flussi turistici verso l’Italia, non solo durante il periodo circoscritto dell’evento, ma anche e soprattutto nel “dopo Expo”, gettando le basi per un futuro ricco di migliori prospettive per il nostro Paese.

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Più del 50% degli intervistati sembra ignorare l’esistenza di Expo 2015, e solamente una parte esigua risulta mediamente soddisfatta dalle campagne informative che sono state effettuate nei loro paesi. Da questi dati si evince come nei vari paesi presi in considerazione, la promozione dell’evento non sia stata sufficientemente adeguata o addirittura assente, tanto che, il 63,2% degli intervistati all’estero, sottolinea l’assenza di operatori addetti all’offerta di soggiorni in Italia in occasione dell’Expo. Influiscono su questo dato le tante traversie che si sono susseguite in questi anni e che hanno rallentato l’attività promozionale. La rilevazione è stata effettuata in dicembre: probabilmente in quest’ultimo periodo le attività di informazione e di promozione si sono accentuate.

L’Expo è da considerarsi una grande opportunità ed il compito dell’Italia sarà quello di valorizzare il proprio inestimabile patrimonio culturale ed enogastronomico, coinvolgendo il più possibile i giovani e le associazioni che promuovono un’alimentazione sostenibile. Sarà importante seguire le numerose attività del Padiglione di Slow Food, centrate sulla difesa della biodiversità, e le iniziative della Cascina Triulza, dove per la prima volta in una esposizione universale saranno presenti le associazioni non profit. Saranno soprattutto queste  realtà a dare un’anima all’evento, riportando al centro dell’attenzione il tema di Expo 2015.

Un grande avvenimento sarà Terra Madre Giovani, organizzata da Slow Food, che si terrà a Milano dal 3 al 6 ottobre, quando giovani contadini, pescatori, pastori da ogni parte del mondo si ritroveranno per esprimere la propria opinione sui principali temi e problemi che riguardano il cibo e l’alimentazione. Sarà un’occasione soprattutto per i giovani di incontrare chi ogni giorno lavora la terra, si occupa di allevamento e di pesca, garantendo un cibo sano e di qualità.

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