Il 12 ottobre 1492 alle due di notte dalla coffa della Pinta, il marinaio di Siviglia Rodrigo de Triana avvistò, illuminate dalla luna, le coste dell’attuale San Salvador cambiando per sempre il corso della storia. Fu quindi un musulmano, appena convertito al cristianesimo per potersi imbarcare, il primo marinaio della cattolicissima Spagna a posare il proprio sguardo sul Nuovo Mondo. Per la cronaca non fu lui ad intascare il premio in denaro perché l’ammiraglio Colombo dichiarò di aver visto la sera prima una luce proveniente dalla medesima direzione. La delusione fu tale che Rodrigo de Triana, tornato in patria si riconvertì alla religione paterna.
La scoperta dell’America, il Columbus Day degli Stati Uniti, compie quest’anno 521 anni. Questi 521 anni di storia euroamericana sono iniziati forse nel peggiore dei modi come testimonia Bartolomè de Las Casas (1988), il vescovo domenicano autore della sua Brevissima Relazione a proposito del comportamento dei Conquistadores:” li han considerati non dico alla stregua di bestie (…), ma dello sterco che si trova in mezzo alle strade e ancora peggio”. Ed ancora: “ in primo luogo vi sono state le guerre ingiuste , crudeli, sanguinose e tiranniche. Hanno ammazzato quanti potevano bramare la libertà, sospirarla o anche solo pensarvi. Poi hanno continuato ad uccidere opprimendo i superstiti con la più dura, la più terribile, servitù cui uomini o bestie siano mai stati costretti”. Non a caso le propaggini più progressiste dell’Occidente, 500 anni dopo, nel 1992, vollero riconoscere a Rigoberta Menchù il premio Nobel per la pace, proprio per il suo impegno in favore le minoranze indios.
Il legame tra America ed Europa fu veramente stretto. Ci fu una dimensione molto marcata di sfruttamento colonialista, ci furono scambi di patogeni che decimarono ad esempio le popolazioni indigene americane, ma ci furono campi, come ad esempio l’agricoltura e la gastronomia in cui lo scambio fu reciproco e molto fecondo, tanto da cambiare per sempre le culture alimentari di entrambi i continenti. I protagonisti del cosiddetto scambio colombiano (Crosby, 1972) furono molti e tra gli altri ricordiamo il mais, le patate, il cacao e in senso opposto il caffè.
MA cos’è oggi il continente americano? L’America Settentrionale è uno dei luoghi del pianeta in cui il PIl pro capite ha raggiunto i massimi livelli. Negli ultimi anni tutta l’area settentrionale si è unita sotto il Nafta (North America Free Trade Agreement) che ha portato oltre ad innegabili vantaggi, anche ad alcune importanti conseguenze negative soprattutto nelle aree rurali del Messico (Richter et al., 2007).
L’America Centrale e Meridionale sta vivendo alterni successi di sviluppo economico. Nel passato è stata teatro di regimi dittatoriali sanguinari, pensiamo soltanto all’Argentina di Videla e al Salvador del martire mons. Romero, fino ad una transizione democratica cominciata nella seconda metà degli ’80, che sta regalando ora una certa prosperità.
Tra i paesi in cui la congiuntura economica è più favorevole rientra senz’altro il Brasile, che sta vivendo ritmi di sviluppo veramente notevoli, ma anche grandi disuguaglianze. Fa parte dei Brics quel gruppo di paesi emergenti di cui fanno parte anche la Russia, l’India la Cina ed il Sud Africa. Il Brasile è un grande paese, con immense risorse naturali ed il cui sviluppo è alimentato fortemente dagli scambi internazionali delle commodities agricole e minerarie. Si potrebbe dire che la locomotiva cinese si rifornisce di viveri in Brasile.
A poco più di 500 anni dal viaggio di un italiano, alla guida di tre caravelle spagnole, alla scoperta del mondo nuovo e dal primo scambio colombiano, vorrei proporre un altro scambio, questa volta di uomini, due figli dell’America Latina, che oggi dall’Italia guidano organismi multinazionali per dare un volto nuovo alla storia dei prossimi anni.
Il primo è Jorge Bergoglio, eletto papa Francesco nella splendida cornice della Cappella Sistina. Se con il grido “Tierra” dalla coffa della Pinta, Rodrigo de la Triana cambiò la storia, siamo sicuri che con quel “Buonasera” detto in mondovisione anche papa Bergoglio ha cambiato la storia. Figlio di immigrati dal Piemonte, che come ha rivelato in privato a Carlo Petrini, hanno evitato per poco di perire nel disastro del piroscafo “Principessa Mafalda” Jorge Bergoglio ha mostrato il volto della chiesa del terzo millennio: ha invitato la Chiesa ad essere povera per i poveri, ha compiuto il suo primo viaggio da Papa a Lampedusa ed ha definito poi una vergogna l’immane tragedia accaduta a settembre sempre nel canale di Sicilia. Papa Bergoglio appartiene all’ordine dei Gesuiti, una famiglia che ha legato il suo destino al continente sud americano. Erano gesuiti i missionari delle reducciones del Paraguay, sublimate nel film Mission. Era gesuita Padre Rutilio Grande, amico di Mons. Romero, la cui morte segnò in maniera indelebile la vita dell’arcivescovo di San Salvador. Un gesuita argentino col nome di un Santo Italiano a capo di una delle più antiche istituzioni europee è senz’altro un segno di cambiamento, segno di un nuovo scambio colombiano.
Il secondo figlio del Sud America è invece Josè Graziano Da Silva, primo latino americano ad occupare il ruolo di direttore generale della Fao, che ha sede proprio nella città eterna. Roma è nella galassia dell’Onu, la sede di Fao, Ifad e PAm, cioè degli organismi che si occupano della produzione del cibo, della lotta alla povertà rurale e della gestione degli aiuti alimentari negli scenari di crisi. Da Silva è stato Tra il 2003 e il 2004, ministro straordinario per la sicurezza alimentare durante il governo di Lula, fu il responsabile per l’attuazione del programma Fome zero, tirando fuori 28 milioni di persone dalla soglia di povertà nazionale durante gli 8 anni del governo (Fiszbein, Ariel and Schady Norbert, 2009). Da Silva fu successore di Frei Betto, al secolo Carlos Alberto Libânio Christo, domenicano, teologo della Liberazione, primo responsabile del progetto Fome Zero. Il progetto si è sviluppato secondo tre direttrici principali:
1) Bolsa Familia, un sistema di trasferimenti condizionati alle famiglie più povere. Bolsa Familia ha coinvolto 12,7 milioni di famiglie per un totale di circa 50 milioni di persone.
2) Alimentacao Escolar, un piano di fornitura gratuita di 47 milioni di pasti nelle scuole al giorno.
3) Fortalecimento da Agricultura Familair, un piano di sostegno all’agricoltura familiare (il 2014 sarà l’ano della Fao dedicato proprio al family farming) consistito in sussidi al credito, assistenza tecnica e formazione, forme assicurative. Insieme al programma Aquisicao de limentos da Agricultura Familiar, un esempio di “familiar procurement” ovvero acquisti delle amministrazioni pubbliche di prodotti delle aziende agricole familiari e di piccola scala.
Il progetto Fome Zero è considerato un caso di successo, promosso da un governo progressista, ma apprezzato anche dalla Banca Mondiale. La vera questione è però capire se Da Silva riuscirà a conseguire i medesimi risultati con una struttura così complessa come la Fao e soprattutto se riuscirà a trapiantare nel continente africano le ricette di Fome Zero. L’azione di Da Silva si è anche caratterizzata per una nuova attenzione sullo spreco agroalimentare che raggiunge percentuali sempre più consistenti della produzione mondiale di prodotti agricoli e alimentari.
Un ministro brasiliano di un paese che ha allievato la povertà e la malnutrizione meglio di altri è il secondo frutto di questo nuovo scambio colombiano tra America del Sud ed Europa che potrà dare un volto nuovo alla politica internazionale dei prossimi anni.
A più di 500 anni alla scoperta dell’America e dall’inizio dell’Età Moderna, in un contesto globalizzato, ma in crisi, senza molte visioni sul futuro del pianeta, il desiderio di molti è che una nuova era possa cominciare, partendo dal rinnovamento di molte istituzioni internazionali e la speranza è questo piccolo nuovo scambio colombiano possa dare inizio ad un cambiamento, che possa essere positivo per il mondo e per i suoi abitanti.
Bibliografia
- Crosby, Alfred W., Jr,(1972) The Columbian Exchange: Biological and Cultural Consequences of 1492; Greenwood Publishing Group.
- De Las Casas B. (1988) Brevissima relazione della distruzione delle Indie, Oscar Mondadori, Milano.
- Fiszbein, Ariel and Schady Norbert (2009) Conditional Cash Transfers for Attacking Present and Future Poverty, World Bank, Washington
- Fried B.J. (2012) Distributive Politics and Conditional Cash Transfers: The Case of Brazil’s Bolsa Família World Development, Volume 40, Issue 5, May 2012, Pages 1042-1053
- Richter S.M., Taylor J.E., Yúnez-Naude A. (2007) Impacts of Policy Reforms on Labor Migration from Rural Mexico to the United States in Borjas, G.J. (ed.) Mexican Immigration to the United States, University of Chicago Press.