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Food-Labeling, l’app per l’etichettatura alimentare

La globalizzazione del mercato ha allontanato sempre più i luoghi della produzione da quelli del consumo, causando l’impossibilità della comunicazione verbale diretta. In questo mercato “muto” di parole sono necessarie parole scritte[1]: l’etichetta alimentare, costituita da qualunque menzione, indicazione, marchio di fabbrica o commerciale, immagine o simbolo, che si riferisce a un alimento e che figura su qualunque imballaggio, documento, avviso, etichetta, nastro o fascetta, che accompagna o si riferisce a un determinato alimento[2], è la prima forma di comunicazione con cui l’acquirente viene a contatto. Su quanto veicolato, il consumatore basa le considerazioni per indirizzare le proprie scelte d’acquisto: oggi queste non si limitano alla sicurezza igienica e nutrizionale dell’alimento, ma si estendono anche all’ambito ambientale, sociale, etico.

La normativa sviluppata in tema di etichettatura dal 1979 [3] ad oggi [4] ha mirato ad assicurare da un lato la libera circolazione delle merci in un clima di concorrenza leale; dall’altro la tutela della salute e il diritto d’informazione dei consumatori. Il compito si è rivelato complesso e ha portato alla costituzione di un quadro legislativo articolato, nel quale si accavallano norme orizzontali, verticali, comunitarie e nazionali, che sono in costante aggiornamento, di pari passo con l’evoluzione della società e il progresso tecnologico.

Gli operatori del settore alimentare devono conoscere con esattezza la normativa vigente: le etichette non compilate secondo la legge comportano  di incorrere in sanzioni civili [5], amministrative [6] e penali [7]. Pubblicità ingannevole e frode in commercio sono i casi più comuni, costituendo nel 2011 il 30% delle motivazioni dei sequestri effettuati in Italia dall’ICQRF [8] del Ministero delle Politiche Agricole Ambientali e Forestali [9].

Tuttavia, non sempre le etichette scorrette sono frutto della malafede dell’operatore. Ad oggi, le iniziative a sostegno delle PMI del settore agroalimentare per la compilazione dell’etichetta sono rare e sporadiche. Nel 2010 la Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con il Laboratorio Chimico camerale, ha messo in piedi un servizio di primo orientamento, chiamato Sportello Etichettatura, che risponde gratuitamente con una consulenza tecnica e legislativa ai quesiti posti con mezzo elettronico (mail) dalle imprese. Il servizio ha avuto un grande successo e solo dopo un anno è stato esteso alle altre province piemontesi e valdostane [10]. Lo Sportello Etichettatura aiuta numerose imprese a interfacciarsi con una normativa vigente e a fronteggiare agevolmente l’aggiornamento delle etichette, imposto dal regolamento (UE) n. 1169/2011. Lo Sportello Etichettatura sostiene nella prevenzione delle sanzioni le PMI, che costituiscono l’ossatura dell’imprenditoria italiana ed europea, rappresentandone rispettivamente il 99% e il 98% [11]. Per loro natura sono caratterizzate da una scarsa disponibilità di liquidità, che spesso non permette loro di usufruire delle consulenze tecniche necessarie: lo Sportello Etichettatura agevola la formazione e l’accrescimento del know-how aziendale e ne incentiva l’innovazione.

Da tali considerazioni è nata Food-Labeling, un prototipo di app sviluppato per rispondere a un preciso bisogno dell’operatore del settore alimentare: fornendo un supporto nella compilazione dell’etichetta, rende meno ostica la consultazione e l’applicazione della normativa vigente. L’app è adatta a raggiungere un numero elevato di utenti: la penetrazione dei dispositivi mobile di ultima generazione è molto forte e investe anche il nostro modo di pensare e di risolvere i problemi [12]. L’accentuata interattività, caratteristica del genere “app”, permette di “imparare, facendo”; una soluzione molto apprezzata dal nativo digitale [13], abituato a interagire con i dispositivi tecnologici complessi e dotato di una mente multitasking. Inoltre, l’innovazione delle PMI passa attraverso la digitalizzazione: il software è l’elemento chiave della società contemporanea, permea e ci permette di gestire tutti i lati della nostra vita [14].

Food-Labeling fornisce dei modelli precompilati di etichetta, capaci di guidare l’utente nella corretta compilazione. L’etichetta può essere, quindi, registrata sotto la categoria merceologica di appartenenza, aggiornata in qualsiasi momento o inviata per posta elettronica. È stato inserito anche del materiale di supporto: un elenco di definizioni dei termini tecnici, una serie di etichette-fac-simile con gli elementi fondamentali in evidenza e la normativa vigente. Tali strumenti non hanno solo l’obiettivo di realizzare la compilazione dell’etichetta, ma mirano a coinvolgere l’utente e a renderlo protagonista di un’esperienza interattiva: l’app presenta percorsi tracciati e imbastiti di suggerimenti, che l’utente percorre fino al risultato. Così, anche i non addetti al settore giuridico possono orientarsi nella legislazione, usando Food-Labeling come bussola.

Food-Labeling realizza la prevenzione delle sanzioni e agevola l’aggiornamento degli operatori del settore alimentare. Inoltre, il format proposto può essere facilmente utilizzato per elaborare la normativa di ogni paese, favorendo l’internazionalizzazione, e customerizzato per le catene della GDO, facilitando la compilazione delle private label.

La corretta etichettatura dei prodotti alimentari è una problematica sentita dagli operatori del settore. All’interno del panorama descritto, Food-Labeling si colloca come uno strumento innovativo, volto a soddisfare il bisogno di un target determinato: trascrive la norma giuridica in un linguaggio intuitivo e interattivo, comprensibile ai nativi digitali non addetti al settore.

Gaia Giannotti


[1] Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari.

[2] MiPAAF, Relazione attività 2011 – ICQRF.

[3] CCIAATO, Sportello Etichettatura e sicurezza alimentare, http://www.to.camcom.it/Page/t08/view_html?idp=13397.

[4] Euronews, Le piccole e medie imprese, ossatura dell’economia europea, http://it.euronews.com/2010/01/22/le-piccole-e-medie-imprese-ossatura-delleconomia-europea/, ultima consultazione 24-02-2013.

[5] Giuseppe Salgari, Chi sono i nativi digitali?, 21 aprile 2012, Il sole24ore, http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-04-21/popolo-rete-184826.shtml, ultima consultazione: 17-02-2013.

[6] Identificato con chi aveva tra i 9 e i 18 anni nel 2000.

[7] Manovich, L. (2010) Software culture, Olivares, Milano, pag. 14.

[8] Germanò, Corso di diritto agroalimentare, Torino, 2007, 145.

[9] Art. 2, par. 2, let. j), reg. (UE) n. 1169/2011.

[10] Direttiva del Consiglio del 18 dicembre 1978 relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari destinati al consumatore finale, nonché la relativa pubblicità.

[11] Il documento normativo più recente in ambito europeo è costituito dal regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, che modifica i regolamenti (CE) n. 1924/2006 e (CE) n. 1925/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga la direttiva 87/250/CEE della Commissione, la direttiva 90/496/CEE del Consiglio, la direttiva 1999/10/CE della Commissione, la direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 2002/67/CE e 2008/5/CE della Commissione e il regolamento (CE) n. 608/2004 della Commissione.

[12] Le sanzioni civili hanno a che vedere con la concorrenza sleale, descritta dagli articoli 2598-2601 del Codice Civile.

[13] Le sanzioni amministrative sono previste dal Codice del Consumo. In caso di commercializzazione di prodotti con etichette in cui sono state omesse le informazioni ritenute fondamentali per la qualificazione dei prodotti, tra cui vi sono la denominazione di vendita, il nome e l’indirizzo della sede legale del responsabile del prodotto alimentare, la presenza di allergeni e le istruzioni d’uso; per coloro che, invece, si rendono colpevoli di pratica commerciale scorretta.

[14] Le sanzioni penali hanno a che fare con la frode in commercio o la vendita di prodotti alimentari con segni mendaci, contemplate rispettivamente dall’articolo 515 e 517 del Codice Penale.

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