UNISG Voices

Guardando s’impara

“L’esempio è la più alta forma d’insegnamento”

Gualtiero Marchesi l’ha appuntato nella sua Scuola di Cucina di Colorno, e Pollenzo nella sua Scuola di Cucina ha trasformato questa frase nella fondamenta del metodo didattico. Un metodo didattico nuovo, basato sul “far frutto” della personale interpretazione dei diversi prodotti e delle innumerevoli e personali tecniche culinarie di cuochi e osti che da anni nuotano nel mare di Slow Food.

Che siano i cuochi ad insegnare l’arte del destreggiarsi ai fornelli non è una grossa novità, ma quel che ha davvero spinto i 16 studenti ad inaugurare il primo Master in Cucina Popolare Italiana di Qualità e a lanciarsi nella nuova avventura della neonata Scuola di Cucina di Pollenzo è la possibilità offertagli di aver un approccio diretto con chi gli alimenti li conosce personalmente, li coccola e li ama: i produttori, l’orgoglio artigiano.

studenti unisg scuola di cucina di pollenzoCon piacere ho potuto assistere alla parte finale della lezione sulla carne di Sergio Capaldo, proprietario dell’azienda piemontese La Granda. L’ho sentito raccontare la storia di una vita di amore per quel lavoro fatto bene, con l’aggiunta di tutti quei consigli che solo chi vive con il cuore esperienze lavorative come la sua può dare. Con ancor più piacere ho potuto anch’io poi degustare i suoi prodotti di alta qualità. Tutto pareva fuorché una lezione: era una semplice condivisione di saperi e di passioni intorno ad un comune elevato interesse.

Tra un boccone e l’altro mi sono trovata a chiacchierare con i veri protagonisti di questo progetto di formazione di mani da cucina “buone, pulite e giuste”. Sorridono molto anche se non nascondono la classica tensione da studenti alle mie domande relative al loro apprendimento teorico. Non è senz’altro semplice affrontare uno studio di cosí ampie vedute tra una padella e l’altra. Ma la grande forza di volontà legata al desiderio di essere in prima linea nello sviluppo di una “nuova” cucina tradizionale consapevole e rispettosa della terra li sta portando a trasformare questi piccoli e comprensibili timori iniziali in grandi coltelli affilati pronti a sfilettare le difficoltà del percorso che sarà intenso e carico di emozioni.

Anche se con alcune perplessità sul loro percorso quindi, tutti sanno che non ci può esser palestra migliore che quella offerta da questa Scuola di Cucina che consente ai fortunati di aprire non solo porte ma veri e propri cancelli per il proprio futuro grazie all’infinita rete qualitativa e alle molteplici possibilità di contatto diretti,con cuochi e artigiani, ed indiretto con il confronto delle esperienze nelle varie cucine adottive che li accoglieranno e li impasteranno a dovere.

16 stimolanti e meritevoli sogni sono alla ricerca del giusto esempio per diventare realtà, sono pronti per costruire la nostra cucina del futuro tassello dopo tassello alla velocità della ben nota lumachina Slow Food.

Buona fortuna nelle Osterie ragazzi, fate cucinare i leoni che sono dentro di voi attualmente domati ma soprattutto appropriatevi dei più intimi segreti che solo i templi della cucina italiana che state per varcare possono svelare e rendeteli i vostri utensili da cucina di base.

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