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La Pesca

Gli organismi marini oggetto di pesca si possono dividere in due grandi gruppi, dove pur appartenendo ciascuno di essi a specie e generi diversi, hanno una comune caratteristica, che è quella relativa al particolare ambiente marino nel quale vivono. Questi ambienti sono il sistema pelagico, distante dalle terre emerse o sommerse e il sistema bentonico che è rappresentato dalla massa d’acqua a stretto contatto con il fondale.

Fig. 1 L’ambiente oceanico è suddiviso in due grandi domini: bentonico (rappresentato dai fondali marini) e pelagico (costituito dalla massa d’acqua sovrastante il dominio bentonico).

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I pesci pelagici vagano nella superficie del mare e non si avvicinano né alle coste né al fondo, salvo qualche eccezione sono “gregari”, e cioè si riuniscono in branchi più o meno grandi e questo essenzialmente per due motivi, uno idrodinamico, in quanto la creazione di un banco permette un consumo d’energia assai inferiore rispetto a quello necessario allo spostamento individuale e l’altro di sicurezza, la massa confonde il predatore, aumentando le chance di sopravvivenza.
I pesci pelagici si dividono anche in piccoli, medi e grandi pelagici, tra i primi ricordiamo: acciughe, alacce, sarde, suri, sgombri, aguglia, costardella, boga, cicerello; tra i medi: ricciola, lampuga, palamita, alalunga, tombarello, pece serra; i grandi pesce spada e tonni.
Le specie pelagiche, oltre a distinguersi per la colorazione azzurra del dorso e bianca del ventre, che gli permettono di confondere i predatori che si trovano sopra e sotto di loro, hanno anche un’altra particolarità che le accomuna ed è quella che in termini scientifici viene detta “fototassi positiva”. Gli animali sono attirati dalla luce, che a sua volta attrae fito e zooplancton dei quali si nutrono.  Questa loro abitudine viene sfruttata dai pescatori che li attirano sotto le lampare pescandoli poi con le reti a  circuizione o “ciancioli”.

 

Sistema circuizione 

Le reti da circuizione sono quelle calate in mare al fine di circondare e catturare, con immediata azione di recupero, un banco di pesci localizzato o aggregato artificialmente.

Cianciolo
Dato che in Italia questa pesca si effettua solo di notte, è possibile vedere, a bordo della barca grande, dei battellini più piccoli con le luci per la concentrazione artificiale dei pesci. La luce gioca un ruolo molto importante nella attrazione dei piccoli pelagici, poiché l’aggregazione “a banco” è una forma di difesa visiva contro i predatori.

Fig. 2 – Sistema di pesca del cianciolo

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Tonnara volante
La tonnara volante si identifica con i ciancioli adibiti alla cattura dei grossi pelagici, tonni e affini. Sia le reti che le barche sono facilmente riconoscibili per le dimensioni più grandi rispetto a quelle normalmente usate per i ciancioli, per la cattura di sardine e acciughe.con un peso che, mediamente, supera le 50 t.
In contrapposizione a “pelagico” troviamo il  sistema “bentonico”,  dove vivono le specie di molluschi,  crostacei e  pesci che non si allontanano mai dalle coste o che passano il maggior tempo della loro esistenza a contatto con il fondo (benthos) .
Vediamo quali sono le specie bentoniche; troviamo molluschi: polpi, seppie, calamari, moscardini, seppioline, totani;   crostacei: gambero rosa, mazzancolla, gambero rosso, gambero viola, pannocchia, scampi, granchi, aragoste, magnose; pesci: argentina, nasello, triglia di fango,  triglia di scoglio, scorfano,grongo,sogliola, cernia, dentice, corvina, spigola, orata, pagello fragolino, pagello bastardo, pezzogna, pesce prete, pesce sciabola, rombo, platessa, occhiata, zerro,salpa,potassolo, mostina, sarago reale, sarago pizzuto, cepola, gallinella, leccia, mormora, cefalo, rana pescatrice, san pietro, barracuda, tracina, ombrina, etc.
Tutti queste specie vengono pescate con lo strascico, le reti a imbrocco e alcuni quali il nasello, la cernia, il dentice e il pesce sciabola anche con il palangaro.

 

Sistema strascico

Indica un sistema di reti che vengono trainate e catturano gli organismi marini nel loro progressivo avanzamento. Le reti al traino si differenziano fra loro in quanto sia il sistema di confezione che l’attrezzatura variano in base alle specie che si vogliono catturare.

Strascico a divergenti
Questo sistema di pesca è il più diffuso in Italia e le barche che lo usano sono facilmente riconoscibili in quanto a bordo hanno una serie di strutture ed apparecchiature proprie dello strascico, come il verricello dei cavi d’acciaio e i divergenti.

Fig. 3- Schema del traino dell’attrezzo a strascico

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Sistema attrezzi da posta

In questa categoria sono inseriti tutti gli attrezzi confezionati con rete che vengono lasciati in mare in una postazione fissa o in balìa delle correnti. Generalmente questi attrezzi vengono definiti “passivi” perchè sono gli organismi marini che nei loro spostamenti vi incappano rimanendo intrappolati.

Rete da posta
Le reti da posta sono quelle destinate a recingere o sbarrare spazi acquei allo scopo di imbroccare od ammagliare gli organismi marini che vi incappano.
Esse si dividono in fisse e derivanti; le prime sono ancorate sul fondale marino, mentre le seconde sono lasciate all’azione delle correnti e dei venti. Questi attrezzi si compongono di lunghi pannelli rettangolari di rete, armati nella parte superiore alla lima dei galleggianti, e nella parte inferiore alla lima dei piombi (l’effetto combinato assicura l’apertura verticale della rete).
Le reti da posta possono essere calate in mare vicino alla superficie, a mezz’acqua o sul fondo, a seconda delle specie da catturare (A,B,C in Fig. 4). Possono essere confezionate in due modi diversi: con un solo pannello di rete (imbrocco) o con tre pannelli (tremaglio) (G, E-F in Fig. 4).

Fig. 4 – Reti da posta fisse (A: superficie, B: mezz’acqua, C: da fondo) e derivanti (D); tremaglio con relativo sistema di cattura (E, F); imbrocco (G).

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La rete ad imbrocco è un attrezzo molto selettivo, perchè cattura solo pesci più o meno della stessa taglia, che rimangono incastrati in una data maglia (i più piccoli l’attraversano e i più grandi non vi entrano); per questo motivo la rete ad imbrocco è confezionata con una gamma di apertura di maglia molto vasta (da 40 a 500 mm) in funzione della specie e della taglia che si vuole catturare.

Il tremaglio è una rete formata da tre pezze (pannelli), delle quali le due esterne sono a maglie grandi (maglioni), mentre quella interna è a maglie più piccole. Il tremaglio è confezionato con filato molto sottile e questo agevola l’ammagliamento del pesce al solo contatto con le pinne; per questo motivo tale attrezzo è considerato poco selettivo; generalmente viene ancorato in vicinanza del fondo.

La nassa è fra i più antichi attrezzi da pesca utilizzati dall’uomo e viene costruita nelle forme più disparate, perchè viene impiegata per la cattura di una enorme varietà di pesci, molluschi e crostacei.Le nasse sono trappole che hanno una caratteristica comune: il sistema di cattura è composto da un’apertura ad imbuto (boccarola) che facilita l’entrata, ed allo stesso tempo impedisce l’uscita degli organismi che vi incappano. Nell’interno della nassa si mettono le esche per attirare le prede.

Ovviamente esiste un problema di selettività degli attrezzi, nel senso che mentre la circuizione intercetta un banco di acciughe ed al massimo può catturare qualche sarda e qualche sgombro, lo strascico raccoglie come un rastrello tutto quello che si presenta alla bocca della rete, quindi giovanili, specie non commerciabili etc. Questo è diventato un grosso problema perché ogni giorno si ributtano a mare tonnellate di questo “scarto”.

 

Bibliografia essenziale:

  • “La gestione della Pesca marittima in Italia. Fondamenti tecnico-biologici e normativa vigente” a cura di Maria Emilia Gramitto, Capitolo XI, pp. 239 – 261 (G. Cosimi, I. Leonori, A. Sala, V. Palumbo), CNR, Roma, 2001
  • S.Greco , C. Scaffidi,  “Guarda che mare” Slow Food Editore Brà 2004

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