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Una Selfie per la Terra

I selfie (o le selfie, che dir si voglia) sono la moda del momento: sui social network siamo quotidianamente tempestati da autoscatti di persone famose o di nostri conoscenti nelle pose più disparate.

Proprio sull’onda di questa moda, la Nasa ha pensato a un selfie, anzi a un #GlobalSelfie, per celebrare la quarantaquattresima Giornata della Terra, il 22 aprile 2014. In tale data, chiunque poteva fare un autoscatto del luogo in cui si trovava riprendendo se stesso e il nome del luogo (scritto sulla sabbia o su un pezzo di carta, per esempio): tutte queste foto saranno poi montate dalla Nasa in un unico collage per creare un grande selfie della Terra. L’immagine così prodotta sostituirà simbolicamente il cosiddetto “Blue Marble”, foto della Terra scattata dallo spazio dall’equipaggio dell’Apollo 17, che è stata usata per anni dagli ambientalisti per raffigurare la fragilità della Terra e la sua piccolezza rispetto all’enormità dell’universo. Il nuovo selfie vuole rappresentare un punto di svolta, poiché contiene in sé non solo le immagini della Terra ma anche i volti dei suoi abitanti: è il simbolo di un gran cambiamento di prospettiva e di un’assunzione di responsabilità da parte dell’uomo.

blue-marbles

“Blue Marble” fu scattata nel 1972, due anni dopo la prima Giornata della Terra: una manifestazione spontanea a cui parteciparono venti milioni di americani, suscitata dal disastro ambientale dovuto alla fuoriuscita di petrolio da un pozzo californiano. Nel 1971 le Nazioni Unite ufficializzarono la Giornata, che divenne negli anni un appuntamento fisso per gli ambientalisti di tutto il mondo, uniti nell’intento di sensibilizzare la popolazione sui problemi che la Terra si trova ad affrontare a causa dell’impronta umana su di essa.

La Giornata della Terra del 2014 è dedicata alle città verdi: una svolta rispetto ai temi degli anni precedenti, focalizzati principalmente su luoghi più tipicamente naturali come le foreste o i ghiacciai. Questo tema è, certamente, il segno di un cambiamento di prospettiva: più che frenare lo sviluppo di spazi e attività antropiche, ormai inevitabile anche a causa del repentino aumento della popolazione mondiale, si cerca ora di armonizzare gli spazi naturali e quelli umani, rendendo questi ultimi più sostenibili.

La comunità scientifica, inoltre, si è resa conto che un altro cambiamento fondamentale deve essere fatto nella comunicazione dei problemi ambientali. “Fin qui il messaggio era: sta arrivando la fine del mondo, mangiate spinaci e broccoli. Cioè, […] da una parte c’era una profezia dell’Apocalisse; dall’altra una serie di conseguenze sgradevoli, in termini di comportamenti virtuosi da adottare”¹ dice Steve Cohen, direttore esecutivo del The Earth Institute presso la Columbia University di New York. Le continue minacce di una catastrofe imminente sono, dunque, il modo in cui la comunità scientifica ha finora cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dell’ambientalismo, ma questo modo si è rivelato inefficace. È emblematico, in questo senso, il fallimento delle iniziative politiche internazionali per la salvaguardia dell’ambiente: uno per tutti il sabotaggio da parte di Cina e India del trattato Kyoto 2, mai più riproposto, quindi, dal 2009.

Urge, dunque, un nuovo modo di comunicare, una nuova prospettiva, questa volta più speranzosa: per esempio, bisogna dire che “sviluppare le energie rinnovabili è al tempo stesso buono per l’ambiente, buono per le nostre tasche di consumatori, buono per la competitività delle imprese e l’occupazione. Perché sta arrivando un balzo tecnologico che riduce in modo spettacolare il costo di queste energie pulite”².

Chissà se questo nuovo approccio riuscirà finalmente nell’intento, auspicato anche da Carlin Petrini, di provocare “un nuovo umanesimo in grado di ristabilire un giusto rapporto con la natura, una vera rivoluzione delle coscienze”³.

 

¹F. Rampini, Salveremo la Terra con l’ottimismo, da la Repubblica, 22/4/2014

²Ibidem

³C.Petrini, Addio Cassandre ora arriva la rivoluzione delle coscienze, da la Repubblica, 22/4/2014

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