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Uno spettro si aggira per l’Italia: lo spettro del “turismo enogastronomico”.

Uno spettro si aggira per l’Italia: lo spettro del “turismo enogastronomico”. Di fronte agli effetti della crisi economica che ha segnato il territorio, questo sembra essere la prospettiva principale su cui viene tratteggiato il futuro del Paese e del suo triangolo industriale.

Lo spoglio dei programmi elettorali di 87 comuni medi e piccoli a cavallo tra le provincie di Alessandria, Genova e Pavia fa emerge come con insistenza questo tipo di turismo abbia assunto un ruolo egemonico nell’immaginare il futuro di queste comunità, siano esse rurali od industriali; borghi isolati o dormitori di Torino, Genova e Milano. Alla ricerca di nuove prospettive per il territorio, gli amministratori locali guardano a questo campo di impresa,  sbandierando vere e presunte unicità territoriali, riscoprendo e reinventando prodotti e ricette uniche, volendo valorizzare nuovi ed antiche feste in un caleidoscopico vortice di speranze. Così il cuore del triangolo industriale italiano si vuol fare merce e paese, cercando di intravedere negli incerti orizzonti dell’economia nazionale ed europea una prospettiva sicura.

Se d’acchito, guardando al singolo comune, questa insistenza retorica sembrerebbe suggerire una rinnovata consapevolezza delle peculiarità locali, lo sguardo d’insieme che la semplice indagine condotta offre traccia un quadro più preoccupante: il 71% dei programmi analizzati insiste sulla stessa prospettiva economica (il turismo enogastronomico) come principale orizzonte locale, proponendo grossomodo gli stessi strumenti di valorizzazione locale, a fronte di un disinnamoramento completo verso la manifattura (solo il 28% dei programmi attinenti pressoché unicamente a comunità localizzati all’interno di distretti industriali, e.g. Valenza e Vigevano) ed i servizi (il 38% dei programmi, distribuiti più uniformante all’interno del territorio di indagine).

Se il recente Diciottesimo rapporto sul turismo italiano 2011-2012 (Becheri and Maggiore, 2013) indica un turismo nel nord-ovest in crescita, principalmente trainati dalle performance della Lombardia e dell’area milanese, la riproposizione del turismo come fondamentale chiave di lettura del futuro economico dell’area sembra indicare la trasformazione del “turismo” in un nuovo mantra: un sostituto del “distretto” o “cluster industriale” cavallo di battaglia ormai logoro del dibattito accademico e politico dell’ultimo ventennio (Taylor, 2005).

Se le cose stanno così, è da sondare il possibile divario tra aspettative e reali risposte che il turismo può effettivamente dare ai territori. Laddove l’indagine curata da Becheri e Maggiore suggerisce la dimensione di un’industria in crescita ma ancora sostanzialmente comprimaria ad una più complessa economia locale e nazionale, l’oblio delle alternative che questa tornata elettorale sottolinea, offre il preoccupante quadro di un’adesione disperata delle singole comunità locali ad un modello economico forse non fino in fondo compreso e conosciuto da loro. Una prospettiva non priva di problematiche, quindi, che apre domande di ordine istituzionale, circa il ruolo degli enti locali, di un Comune o di una Regione, nel consolidare e far crescere la competitività, l’attrattività turistica delle nostre comunità post-industriali. Se su queste domande accademici, imprenditori e amministratori locali dovranno sicuramente riflettere, discutere e sperimentare nel prossimo futuro, altrettanto dovranno fare considerando come il cibo e la cucina possano essere per i territori nuovo motore di un modello economico vincente e sostenibile. Di fronte al declino della competitività internazionale della grande industria italiana ed ad un incerto presente per l’intero settore secondario, i positivi risultati del settore primario rischiano di muovere facili entusiasmi senza però dare solide risposte rispetto al futuro della nazione nel medio periodo od alle possibilità puntuali offerte da questo campo di impresa alle singole comunità.

Traendo la conclusione di questo corsivo cassandresco, sicuramente la ricerca sul materiale politico elettorale pone l’attenzione sulla necessità a livello locale di un’analisi cosciente degli effettivi pro e contro offerti dal turismo enogastronomico per le economie locali. Ancor di più, di fronte all’omologarsi di una risposta di fronte alla crisi dell’economia del Nord Ovest urge un esercizio creativo per la ricerca di soluzioni specifiche ed alternative che rifuggano dai facili mantra per trovare gli strumenti per costruire il futuro delle nostre comunità.

Riferimenti bibliografici

  • Becheri, Emilio, and Giulio Maggiore, eds. 2013. Diciottesimo Rapporto Sul Turismo Italiano 2011-2012. Milano: Franco Angeli.
  • Taylor, Michael. 2005. “‘Clusters’: The Mesmeric Mantra.” In Regional Studies Association Conference. Aalborg (DK).

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