«Allor si mosse, e io li tenni dietro.»
Inferno, canto I
Con queste otto parole si chiude il primo canto del poema che racconta, senza dubbio, il più grandioso viaggio della letteratura italiana. Tutti noi ricordiamo che Dante Alighieri per un buon pezzo dell’allegorico cammino narrato nella Divina Commedia scelse il poeta latino Virgilio, simbolo della ragione, come guida nella conoscenza della verità. Significati teologici e morali a parte, letteralmente Dante decise di avere una guida e tra i poeti dell’antichità seguì il suo maestro formale.
Cosa ha a che fare La divina commedia con il Salone del Gusto?
Premettiamo che al Salone del Gusto – Terra Madre del 2014 si sono registrate 220 mila presenze. Alcune di queste 220 mila persone possono essere definite “visitatori”, per le quali il salone sarà stato una splendida fiera o il pretesto per un momento di svago. Altri però erano di per certo grandi appassionati di gastronomia, neofiti curiosi del mondo del cibo e del vino . Affamati di conoscenza, come Dante, hanno scelto delle guide, più o meno esperte (ma animate da grande passione) per compiere dei viaggi, anche questi allegorici tra le varie parti del mondo. I “Virgili “in questione sono i Personal Shopper che per quattro giorni hanno guidato dei tour per gli stand del Salone, accompagnando i visitatori in ideali percorsi tra i sapori del mondo. I tour da poter scegliere erano di tre tipi: regionali, tematici, o internazionali e i personal shopper, tutti studenti dell’università (della triennale, della magistrale, del master e dell’alto apprendistato) avevano la missione di “raccontare le storie” dei prodotti, spiegarne i metodi di produzione e le caratteristiche organolettiche. La Condotta dell’università ha diretto l’organizzazione dei tour ma il lavoro dietro le quinte per le “guide” del salone è stato intenso e in alcuni casi ha richiesto una lunga preparazione. Alcuni dei personal shopper, infatti, sono a loro volta partiti per dei viaggi reali alla scoperta dei prodotti e delle regioni come Lorenzo e Alberto, personal shopper del Molise e dell’Abruzzo. Lorenzo fa un bilancio della sua esperienza :«Mi sono “preparato” al Salone già questa estate andando a visitare i produttori che poi avrei presentato e reputo sia stato fondamentale per far conoscere meglio la loro produzione ai visitatori. Gli iscritti al tour Molise / Abruzzo erano stranieri, americani, canadesi, danesi, turchi . Erano tutti davvero molto interessati, chi per passione personale, chi per lavoro (gestore di ristoranti o giornalista) e chi perché aveva lontani parenti di quelle due regioni. Aver conosciuto queste persone e i produttori molisani e abruzzesi ha reso la mia esperienza come personal shopper molto interessante»
Insieme a questi itinerari strettamente legati ai territori alcuni erano tematici, incentrati, cioè, su particolari prodotti che sono stati raccontati a 360 gradi . I viaggi erano alla scoperta del miele, del cioccolato, di giovani produttori, del pane e della birra. Si aggiravano sventolando un cartellone che riportava la scritta “ Follow the pint “, i personal shopper birra Lucia, Thomas e Federico che hanno accompagnato i loro seguaci, degustazione dopo degustazione per le vie di alcuni birrifici artigianali italiani. Lucia, dice: «Fare la personal shopper è stata un’esperienza molto intensa perché oltre a permettermi di conoscere i produttori e prodotti, ho avuto modo di poter trasmettere la mia passione per la birra alle persone che hanno partecipato al tour. Ho, infine , avuto modo di capire più in profondità le dinamiche di questo settore ai fini di scelte lavorative future»
Fabrizio e Nicolò hanno invece guidato i visitatori in un itinerario dal nome:” Discover the boot”, una sorta di viaggio da Nord a Sud tra alcune delle eccellenze italiane. La loro proposta ha riscosso un successo straordinario facendo sold out già un mese prima del salone. Fabrizio racconta: “E’ stata un’esperienza fondamentale. Ci ha permesso di entrare in contatto diretto con turisti di altre nazionalità e stimolare la curiosità per prodotti da loro sconosciuti, come la ‘nduja calabrese. Oltre ad essere stato formativo per noi che abbiamo conosciuto tantissimi produttori siamo stati piacevolmente colpiti dall’apprezzamento espresso dagli stranieri per lo stivale.”
Come ben sappiamo il salone non finiva con “lo stivale”. Nell’Oval uno dopo l’altro si susseguivano gli stand internazionali di mondi alimentari lontanissimi. Alice minichini e Valentina Gritti ne hanno conosciuto e raccontato uno in particolare: il Maghreb. Alice: « Durante il Salone del Gusto, sono stata una personal shopper Nord Africa, ho aiutato gli iscritti al tour ad orientarsi tra gli stand africani, seguendo due tematiche: i cereali e i dolci del Maghreb. E’ stata un’esperienza stimolante sia per noi personal shopper, in quanto abbiamo avuto modo di entrare in contatto con realtà uniche e talvolta inaccessibili, sia per i visitatori, incuriositi dall’eccellenza e rarità dei prodotti loro presentati. E’ stato come viaggiare per migliaia di kilometri e superare svariate frontiere in un’ora!”
Il cibo che compriamo e consumiamo ogni giorno, cosi come i prodotti approdati al Salone, viene ultimamente fotografato e raccontato senz’anima per ottenere visibilità e consensi sui social. Per questo, si deve rendere merito a chi stuzzica l’acquolina della conoscenza e della scoperta, quindi a tutti i personal shopper dell’università che “nel mezzo del cammin” degli appassionati di cibo e vino al salone, hanno illuminato la strada con la fiaccola del loro entusiasmo.
Teresa Cavallo
